Menu

Ipsa ruina docet: Susa come non l’avete mai vista

26 dicembre 2016 - EVENTI

Posta ai piedi delle Alpi, l’antica Segusio, ormai ridotta a un centro logistico e a un presidio militare ondivago per i poteri regionali che ambivano al controllo di quel settore delle Alpi occidentali, visse passivamente per secoli il suo ruolo di piccolo centro alpino d’ancien régime.

Dall’età antica e tardoantica la nuova Susa infatti ne uscì piuttosto ridimensionata se si vuole fare un confronto con l’altrettanto alpina (ma in questo caso consapevolmente famosa) città di Aosta: niente sede episcopale, un territorio minuscolo incapace di attrarre le comunità circostanti e, pur dando il nome alla terra vetus che costituì il balivato valsusino dei Savoia, non ne divenne la sede amministrativa, quest’ultima precocemente affidata alle dinamiche sedi di Avigliana e Rivoli in prospettiva di un ampliamento orientale e subalpino delle ambizioni sabaude.

Anche l’uso “farlocco” di Valle di Susa per indicare la Valle della Dora Riparia è frutto di conguagli sabaudisti che rappresentano poco più che una scorciatoia linguistica per un territorio vieppiù eterodiretto, dove i poteri locali sono poco meno che comparse in uno scenario di complemento.

La provincia di Susa (1622) aveva un fondamento esclusivamente militare ai confini con il potente regno di Francia. L’erezione in diocesi è assai tarda (1772) e già in età napoleonica fu messa in discussione.

Borgo alpestre, intasato da chierici e militari, sfruttò la sua rendita di posizione ostile a ogni innovazione avviandosi a una frammentazione senza troppe prospettive. Eppure il passato classico sopravvisse nelle sue pietre, epigrafi e monumenti.

Dal Quattrocento all’età napoleonica sono innumerevoli i documenti scritti e iconografici di un passato rivisitato da chi, a Susa, ci passava per forza o per caso.

E’ la Susa “vista” fuori Susa: l’unica esente da celebrazioni compiaciute e scorciatoie interpretative che oggi una cultura burocratizzata capace d’inventarsi il CulTurismo da “controllo antidoping” per gli Acchiappacitrulli delle gite fuoriporta spaccia confidando, più che nella modica quantità, nella modica qualità.

Ai viaggiatori, diplomatici, artisti, letterati e architetti che videro Susa nel periodo compreso tra il Quattrocento e l’Ottocento sarà dedicato, nel prossimo mese di marzo un Seminario del CeRCA.

Il seminario è riservato ai soci, e per parteciparvi va richiesta l’adesione scrivendo all’indirizzo e-mail dell’associazione.

Con i migliori auguri per un proficuo e prospero 2017.